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    ...sul sito Crescere con il Made in Italy ! Questo spazio è nato per seguire lo sviluppo dell’omonimo Convegno ANCI 2011 che è stato ricco di spunti e riflessioni. E tuttavia è bello non smettere mai di crescere con entusiasmo e per questo vi invitiamo a scoprire i Concorsi banditi da ANCI: il 13° bando ANCI-MIUR “ Made in Italy: un viaggio oltre la tradizione” e Wannabe Designer.

13° Bando di Concorso ANCI-MIUR – “Made in Italy: un viaggio oltre la tradizione”

Written by progettispeciali. Posted in Bando ANCI-MIUR

A.N.C.I., Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, d’intesa con  il M.I.U.R. – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, bandisce n° 7 premi per i migliori lavori presentati dalle Scuole pubbliche, paritarie e private e da Agenzie Formative post-diploma, post-laurea e dagli istituti di Istruzione Tecnica Superiore di cui all’Art. 2, sul tema:

“Made in Italy: un viaggio oltre la tradizione”

Il tema prescelto prende spunto dalla notizia che, grazie all’innovazione tecnologica, dal 2012 sarà possibile viaggiare e pernottare nel cosmo sperimentando  stili di vita del futuro prossimo. Il Made in Italy della calzatura sarà sempre un forte riferimento di stile e di rispetto della natura e dell’ambiente anche oltre lo Spazio!

Visualizza il testo integrale del Bando

Scade il prossimo 28 maggio 2012 il termine ultimo per trasmettere obbligatoriamente via fax al numero 02 48005833, ed eventualmente in originale via posta, le schede di adesione al Bando.

I lavori devono pervenire alla Segreteria organizzativa entro e non oltre il  25 giugno 2012.                     

 

Wannabe Designer

Written by progettispeciali. Posted in Wannabe Designer

E’ il concorso internazionale che ANCI promuove per la scoperta di giovani talenti del design.

Il concorso 2012 è aperto a tutti gli studenti di scuole internazionali post diploma  e post laurea di moda e design, che nell’anno corrente stiano ancora frequentando un corso di studio.

Entro il 15 giugno 2012 i partecipanti al Concorso dovranno comunicare via email a progettispeciali@ancionline.com la propria adesione (Regolamento, Liberatoria, Autocertificazione ) e inviare il prototipo realizzato.

Viene lasciata la completa libertà per quanto riguarda il tipo di scarpa e le tecniche costruttive, ma è necessario che la calzatura sia pensata come uno strumento che celebri l’innovazione e la ricerca, che evidenzi la personalità di chi la calza  e dia carattere al look, nell’ottica di comunicare come  i più promettenti allievi possano farsi portavoce delle realtà di Alta Formazione più qualificate.

IN PALIO UNO STAGE DI 6 MESI IN UN’AZIENDA DEL SETTORE

 

Wannabe Designer is an ANCI international competition aimed at scouting young design talent.

The 2012 competition is open to all international, post-diploma and post-degree fashion and design students who are still enrolled in courses this year.

 Before 15 June 2012, competition participants must provide by e-mail to progettispeciali@ancionline.com their decision to adhere to the competition (Regulations, Registration form, Self-certification) and send the Prototype produced.

Complete liberty is allowed concerning the type of shoe and its production techniques. However, footwear must be thought of as an instrument that celebrates innovation and research, designed to highlight the personality of the wearer and add character to the overall look. Thus, the most promising students may become spokespersons for some of the most professional Higher Education institutes of the world.

THE PRIZE IS A SIX-MONTH INTERNSHIP IN A SECTOR ITALIAN COMPANY.

 

 

 

 

 

l’industria che cresce fattura fuori

Written by Patrizia Grandicelli. Posted in BLOG IN MY SHOES, NEWS

C’è un’industria italiana che cresce, che realizza la maggior parte del suo fatturato all’estero, che continua a investire e che non ha debiti. Ingredienti unici non solo nel panorama nazionale, che fanno delle aziende del Made in Italy un’eccellenza che sembra non essere scalfita dalla crisi. Questa è l’analisi dell’ufficio studi R&S di Mediobanca sui campioni tricolori della moda.

Armani, Dolce & Gabbana, Diesel, Ferragamo, Max Mara, Prada, Tod’s e Zegna nel 2010 hanno registrato 9,8 miliardi di ricavi (+13,3%) e 814 milioni di profitti (+69,7%). Nel quinquennio 2006-2010 queste aziende hanno accumulato 3,3 miliardi di utili di cui solo 0,7 miliardi sono stati distribuiti ai soci come dividendo, mentre 2,6 miliardi sono andati a rafforzare il patrimonio. Nello stesso periodo gli otto giganti italiani del Made in Italy hanno investito 1,7 miliardi nel core business, soldi che per lo più hanno finanziato le nuove aperture di negozi, ma anche alcune piccole acquisizioni.

Risultati da capogiro, ottenuti grazie alla forte redditività tipica di quest’industria della moda, che è pur sempre una costola di quella manifatturiera. Nel 2010 gli otto big griffati hanno realizzato un valore aggiunto di 96mila euro per dipendente (un addetto ha un costo medio di 45mila euro). Per fare un confronto, le maggiori otto società del comparto manifatturiero italiano nel 2010 hanno prodotto 70mila euro di valore aggiunto per dipendente, con un simile costo del lavoro per addetto (41mila euro). La spiegazione è in parte dovuta al fatto che, nella filiera della moda, le produzioni a minor valore aggiunto sono per lo più demandate ai terzisti. Inoltre la grande redditività tipica del comparto consente alla moda di poter finanziare lo sviluppo senza ricorrere al debito.

Nel 2010 il rapporto tra debiti e mezzi propri delle otto big del Made in Italy era pari al 16,3%, contro il 95,6% delle otto grandi industrie manifatturiere tricolori.
Questa grande solidità patrimoniale in momenti di crescita è un fattore di debolezza, perché la pressione fiscale tende ad aumentare; tuttavia in tempi di crisi quelli attuali, non avere debiti è un vantaggio.
Secondo l’analisi di R&S la tendenza positiva registrata nel 2010 dovrebbe poi essere confermata (se non addirittura superata) nell’esercizio in corso.

Nei primi nove mesi del 2011 i tre giganti del lusso quotati – Ferragamo, Prada e Tod’s – hanno registrato crescite a due cifre del fatturato in tutti i mercati dove sono presenti, con margini in progressione superiore alle vendite. Da gennaio a settembre l’industria manifatturiera italiana (al netto della Chrysler) ha invece aumentato il suo fatturato del 9,4%. Mediobanca conclude che l’unico difetto del Made in Italy è quello di avere una forte componente di avviamenti intangibili (il 32% dei mezzi propri).

Questa voce è perlopiù legata al valore dei marchi, che poi sono anche sinonimo di quella qualità che caratterizza le aziende e i loro prodotti.

articolo originale : Il lusso Made in Italy scoppia di salute e di liquidità – SARA BENNEWITZ – Repubblica — 01 dicembre 2011   pagina 28   sezione: IMPRESE&MERCATI

parlano di noi: il blog MISS PANDAMONIUM

Written by abellomo. Posted in BLOG IN MY SHOES

Alessandra Nido parla di noi nel suo blog, http://www.misspandamonium.com

Lo scorso 19 Novembre, io, Maurizia (TorinoStyle) e Susanna (Tuzi Fashion Tips) siamo state invitate al convegno annuale dell’A.n.c.i, associazione nazionale calzaturifici italiani.

Il tema affrontato quest’anno, Crescere con il Made in Italy, è stato visionato sotto molti punti di vista, grazie soprattutto ai numerosi ospiti intervenuti durante la mattinata.

Fra questi, Enrico Bertolino ha strappato una risata all’intera platea, Valentina Vezzali ci ha caricato di positività, Alessandro Cravera ha illustrato come rendere un’azienda competitiva.

Il momento, a mio parere, più interessante è stata la cosiddetta Tavola Rotonda, moderata da Giuseppe Cruciani, conduttore su Radio 24, con presenti, Tito Boeri, economista italiano, Giusi Ferré, giornalista,Astrid Daprà, Manager e consulente di imprese di lusso e Valentina Vezzali.
E’ stato uno scambio davvero interessante, che ci ha permesso di valutare uno stesso problema da esperienze completamente differenti.

Ma ancora, Giampaolo Colletti, giornalista ed esperto di comunicazione web, Roberto Liscia, Presidente Netcomm, che ha illustrato il grande mondo dello shopping online (di cui noi siamo tutte innamorate), eAlberto Baldan, Manager esprto di GDO.

Gli interventi finali sono stati affidati a Antonio Costato, Vicepresidente di Confindustria e Cleto Sagripanti, Presidente Anci.

Queste quattro ore sono state davvero molto interessanti e ci hanno fatto capire quali sono i pregi e i difetti del Made in Italy.
Sapevate che molti dei nostri brand più amati, fra cui Salvatore Ferragamo e Manolo Blahnik, producono i loro prodotti nel nostro territorio?

Come vi avevo già accennato in questo post, potete acquistare comodamente da casa sul portale e-commerce scarpe online italiane.

Inoltre potete seguirli su Facebook e Twitter.

Parlano di noi: assesempione

Written by abellomo. Posted in Senza categoria

L’associazione culturale AsseSempione, che si occupa di solidarietà e valorizzazione del territorio, ha scritto un bell’articolo sul nostro evento CRESCERE CON IL MADE IN ITALY. Ringraziamo Enzo Mari e vi auguriamo buona lettura!

 

Crescere con il made in Italy è la riflessione di ANCI, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, in partnership con Newton M.I.-Gruppo 24 Ore. In concomitanza con il meeting annuale di ANCI, l’Associazione coglie l’occasione per raccontare il made-in-Italy tra passato, presente e futuro attraverso unarappresentazione metaforica del “positivo” e del “negativo”.Ripartiamo dalle nostre radici per riscoprire l’identità comune di un percorso straordinario e condividere le risorse del made-in-Italy calzaturieropatrimonio nazionale grazie al quale eccellere sui mercati internazionali – afferma Cleto Sagripantipresidente ANCILa calzatura italiana costituisce prima di tutto un valore culturale di tradizione, creatività e qualità che si tramanda da generazioni, oltre a rappresentare un valore commerciale ed economico di primo piano per il nostro Paese. In una situazione così complessa tanto in Italia quanto in Europa, si rende ancora più necessario un nuovo progetto di unione e collegialità all’insegna di una storia condivisa da raccontare e da costruire tutti insieme per lo sviluppo e la valorizzazione del made-in-Italy nel mondo”.Un appuntamento che mira a riscoprire conoscenza, cultura e artigianalità del ben fatto italiano, con i dieci “imperativi”cardine delle grandi aziende italiane che ogni giorno creano e diffondono in tutto il mondo l’eccellenza del brandmade-in-Italy.
1. Non avrai altra crescita senza il made-in-Italy
: essenziale per la crescita delle imprese, deve essere sostenuto attraverso una mobilitazione di tutti gli imprenditori e dell’intero Paese
2. Non usare il nome del made-in-Italy invano: il made-in-Italy è reale solo se è prodotto in Italia
3. Ricordati di celebrare i tuoi valori: il made-in-Italy è il nostro sistema di valori; non solo prodotto, ma cultura e arte
4. Onora la tradizione della tua azienda e abbi il coraggio di innovare: storia e identità sono essenziali per la continuità dell’impresa, ma per crescere bisogna sfidare la tradizione attraverso ricerca e innovazione
5. Non ferire la tua impresa con strategie di brevissimo periodo, aggreghiamoci su progetti di medio-lungo termine: l’aggregazione è essenziale nell’ottica di attuare strategie di breve e lungo periodo a supporto della capacità competitiva delle imprese
6. Seleziona i canali distributivi e scarta quelli impuri: puntare su canali distributivi che garantiscono un posizionamento preciso del prodotto
7. Conversa con le comunità e racconta la tua unicità: raccontare la propria unicità alle comunità on line e dal vivo
8. Mostra al consumatore le origini del tuo prodotto: i consumatori desiderano conoscere le origini autentiche del prodotto
9. Non desiderare i modelli degli altri, genera ogni giorno i tuoi: per essere vincenti sul mercato bisogna puntare su originalità, ricerca e innovazione
10. Ricorda che le sfide sono il senso del nostro viaggio: i momenti di difficoltà vanno vissuti come occasioni di innovazione per fare la differenza, con coraggio, lasciando spazio ai giovani

Continua su: http://www.assesempione.info/component/k2/item/483-economia/crescere-con-il-made-in-italyuna-storia-da-riscoprire-tra-passatopresente-e-futuro.html

©ASSESEMPIONE

Parlano di noi: IL SOLE 24 ORE

Written by abellomo. Posted in NEWS

Anche il Sole 24 Ore ha parlato dell’evento Crescere con il Made in Italy. Vi proponiamo qui un estratto dell’articolo di Rita Fatiguso.

«Vi siete salvati per la qualità dei vostri prodotti, più che per le quantità vendute».
La sentenza di Tito Boeri, economista, professore alla Bocconi, indirizzata alla platea degli imprenditori delle calzature iscritti all’Anci, riassume lo stato di salute del comparto.
Messo quasi al tappeto dalla crisi del 2008, scoppiata proprio durante l’edizione autunnale del Micam, il settore ha saputo rialzare la testa.
Adesso, però, avverte Boeri, «per allontanarsi dal baratro, il sistema Italia deve evitare una forte recessione e puntare sulla domanda estera».
Morale: i calzaturieri sono condannati all’export. «Tutti gli indicatori sono positivi, per fortuna – assicura Cleto Sagripanti, presidente Anci – dal saldo commeciale a +10,5%, all’import (+16,3), alla produzione (+4,4%) e all’export (+13,7%). In rosso, in pratica, restano i consumi interni che nel 2010 segnano un -0,4%». Quanto ai mercati di destinazione, Francia, Germania, Stati Uniti, Svizzera e soprattutto Russia vanno bene, ma anche Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, certo meglio della ripresa di Spagna e Giappone.
Il meeting annuale di Anci è stato anche l’occasione per mettere a fuoco le misure per promuovere il made in Italy e le aziende calzaturiere. Proprio per questa predominanza dell’export, Anci si è mossa d’anticipo siglando un innovativo primo contatto assicurativo di categoria con Sace. Servirà a sottoscrivere a condizioni vantaggiose la Polizza Multimarket Globale e ad assicurare così dal rischio di mancato pagamento le vendite realizzate con clienti italiani o esteri.
La polizza può essere gestita completamente online (visualizzazione, nuove richieste, aumento e revoca dei massimali), sono ammessi in copertura tutti i paesi, compresa l’Italia. La percentuale di copertura dell’importo assicurabile è commisurata al rischio paese, fino ad un massimo del 90% e il periodo massimo di copertura è fino a 12 mesi, mentre la durata della polizza è annuale.
Tra le altre misure proposte durante il meeting, c’è il potenziamento di Micam ShoEvent come vetrina internazionale della calzatura di alto livello, consolidando l’azione di internazionalizzazione in Asia e Paesi emergenti, Russia e Paesi dell’ex comunità degli Stati indipendenti, Nord America ed Europa. Poi la formazione dei giovani imprenditori, la tutela legislativa del made in Italy, la lotta alla contraffazione, il sostegno al credito per le Pmi e il monitoraggio della politica commerciale europea. E, ancora, l’attivazione di uno sportello per facilitare l’accesso ai finanziamenti per l’innovazione, lo sviluppo nelle imprese di specifiche competenze per la ricerca stilistica e retail, l’attivazione di servizi informativi e di ricerca tecnologica e scientifica attraverso l’azione del Centro italiano materiali di applicazione calzaturiera Cimac.

Continua su: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-11-20/calzaturieri-rialzano-testa-081255.shtml?uuid=AaQg81ME

©ILSOLE24ORE

Parlano di noi: il blog TORINO STYLE

Written by abellomo. Posted in BLOG IN MY SHOES, Senza categoria

Cominciamo con il blog di Maurizia Pennaroli, fashionblogger torinese, fondatrice di Torino Style nonché presidente ASCOM dei personal shopper:

Sabato 19 novembre, insieme a Miss Pandamonium alias Alessandra Nido e Susanna Aruga di Tuzi Fashion Tips, siamo state invitate a partecipare al meeting annuale dall’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, incentrato quest’anno sul tema “Crescere con il Made in Italy”. Apertura in agrodolce ad opera di Enrico Bertolino, a seguire altri ospiti d’eccezione:
la campionessa olimpica di fioretto Valentina Vezzali
la giornalista di moda Giusi Ferrè
la manager e consulente Astrid Daprà
il Presidente ANCI Cleto Sagripanti
oltre all’economista Tito Boeri, il presidente NETCOMM Roberto Liscia e, a concludere, Antonio Costato, Vicepresidente di Confindustria (di cui non disponiamo di documentazione fotografica), che hanno dato il loro contributo disegnando un interessante quadro sulle difficoltà e pregi della produzione di calzature Made in Italy.
Versione viola per la celebre Varina di Salvatore Ferragamo
La calzatura Made in Italy viene spesso associata a marchi di lusso per pochi eletti. E’ vero che le più belle (e costose) scarpe al mondo sono prodotte nel nostro paese: dagli italianissimi Salvatore Ferragamo, Renè Caovilla e Santoni (solo per citarne alcuni) all’osannato Manolo Blahnik che ricorre alla nostra sapienza artigiana per realizzare le sue scarpe proprio a Vigevano; fortunatamente questo non preclude ai comuni mortali il privilegio di camminare Made in Italy, moltissimi sono i piccoli artigiani che, nonostante la spietata concorrenza del made in China, continuano a produrre, spesso a mano, calzature eccellenti alla portata di tutte le tasche.
francesine di Mauro Leone – 99 euro

Volete acquistare un paio di scarpe sicuri di calzare un prodotto Made in Italy? I love Italian Shoes ha anche un portale e-commerce multimarca, vi basterà cliccare QUI.

 
 
 

 

anci, calzaturifici,